Francesco Delpero, il feroce bandito piemontese

Sulle orme di uno dei più brutali briganti piemontesi.

I briganti ottocenteschi, è risaputo, possono appartenere generalmente a due distinte categorie. La prima: personaggi cavallereschi, alla Robin Hood per intenderci, dal temperamento ardito e graditi alle folle, che rivedono in loro esempi di coraggiosa ribellione al sistema.

La seconda categoria, molto meno onorevole, è quella dei banditi tagliagole, dalla barba nera, avvolti in logori tabarri, spesso nascosti nel buio delle strade come predatori notturni e pronti a depredare (se non a uccidere) il malcapitato bersaglio.

Francesco Delpero, nato a Canale il 18 settembre del 1832, appartiene decisamente al secondo gruppo.

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La tormentata guglia della Mole Antonelliana

Distrutta da due nubifragi, la guglia della Mole Antonelliana è oggi sormontata da una stella a dodici punte.

Simbolo per eccellenza di Torino e uno tra i monumenti più famosi di tutta Italia, la Mole Antonelliana è stata per anni non soltanto l’edificio più alto della città, ma la costruzione in muratura più alta del mondo.

Dopo le alterne vicende burocratiche che ne hanno caratterizzato i lavori di completamento, altri tormentati eventi hanno segnato l’esistenza della Mole: la guglia, in particolar modo, è stata bersaglio delle potenti forze della natura, che per ben due volte ne hanno stravolto la fisionomia.

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Storia del Buco di Viso, il primo traforo alpino

Il Buco di Viso: quando i tunnel alpini si scavavano a mani nude.

Molto tempo prima della questione TAV, Francia e Italia già si interrogavano su come creare un collegamento attraverso le montagne per collegare i rispettivi Paesi. A quei tempi, nel basso Medioevo, i commerci transalpini erano funestati dalle lungaggini pratiche degli spostamenti, dalle imboscate dei briganti e, come se non bastasse, dal rischio di cadere nei crepacci o di finire sotto una valanga.

Valicare le Alpi non era mai stato facile (Annibale insegna), ma con il passare degli anni e l’aumento dei traffici commerciali urgeva trovare una soluzione. Fu così che nel 1479, a una quota di 2.882 metri, vide la luce il primo traforo alpino della Storia: il Buco di Viso.

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I Savoia: una dinastia di… soprannomi

Alla scoperta dello sconfinato elenco di appellativi sabaudi.

Quella dei Savoia può senza ombra di dubbio essere considerata una tra le dinastie più antiche di tutta Europa.

Gli esponenti della casata sabauda – soprattutto nei tempi antichi – sono stati spesso lodati più per l’abilità militare che per l’arte della politica. Al di là dei giudizi storiografici, la caratteristica che più accomuna tutti i Savoia è tuttavia un’altra: i soprannomi.

Sì, perché pochi altri sovrani possono vantare lo sterminato elenco di appellativi esibito dalla dinastia savoiarda.

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La strage dei piemontesi nelle saline di Aigues-Mortes

Un numero imprecisato di vittime e una delle pagine più nere dell’emigrazione italiana.

Gli episodi di violenza xenofoba, purtroppo, non sono un’esclusiva dei giorni nostri.

Sono ancora vicini i tempi in cui i casi di aggressione erano rivolti verso gli Italiani emigrati all’estero: atti deplorevoli che non si discostano da quanto oggi leggiamo sui giornali a parti invertite.

Una delle immagini simbolo dell’odio verso chi cercava fortuna in terra straniera è la strage di Aigues-Mortes, quando le saline della città francese si tinsero del sangue dei nostri connazionali. Ad innescare la spirale di odio che generò il fatto fu, a quanto pare, una delle prime fake news.

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