Quando Don Bosco maledisse i Savoia

La doppia profezia di don Bosco colpì casa Savoia con precisione “divina”.

Giovanni Melchiorre Bosco, fondatore dell’Ordine Salesiano e decisamente più noto come don Bosco, fu per certo uno degli esponenti di spicco dei cosiddetti Santi Sociali torinesi, figure religiose e laiche che – a cavallo tra XIX e XX secolo – dedicarono la propria vita all’aiuto dei più deboli e delle categorie emarginate del capoluogo piemontese.

Oltre che contro la povertà e il disagio, don Bosco si trovò a dover lottare contro una piaga altrettanto difficile da combattere, in quegli anni di metà ‘800: l’anticlericalismo. Le posizioni contro una Chiesa sopravvissuta con fatica alla legge Siccardi del 1850 assunsero sempre maggior vigore, sposate anche dai Savoia e dai politici di maggior rilievo del tempo.

È in questo contesto che si sviluppò quella che passò alla Storia come “la maledizione di don Bosco”. E i Savoia ne pagarono a proprie spese le terribili conseguenze.

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Prefazione a “La pineta e il porto” di Antonio Pinna

Fredda e plumbea.

Questi gli aggettivi, riferiti alla città di Torino, con cui si apre il lavoro di Antonio Pinna.

Un giudizio tranchant, che sembra non voler ammettere repliche.

Tuttavia, sarebbe imperdonabile arrendersi senza almeno un tentativo. Torino non può essere soltanto inquinamento, provincialità, depressione. E infatti non lo è.

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Vittorio Emanuele II: un Savoia o il figlio di un macellaio?

Il mistero che aleggia sulla possibile sostituzione del futuro primo re d’Italia appassiona ancora oggi.

Il 16 settembre del 1822, nella Villa di Poggio Reale vicino Firenze, un incendio divampa nella camera da letto dove dorme un bimbo di appena un anno e mezzo. Quel piccolo è il figlio di Carlo Alberto di Savoia e della consorte Maria Teresa d’Asburgo-Lorena, e diventerà il primo re d’Italia con il nome di Vittorio Emanuele II.

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Antichi mestieri: l’acciugaio o anciuè piemontese

Nato come contrabbandiere di sale, l’acciugaio diventò una figura storica delle strade piemontesi.

Vi siete mai chiesti perché, in una Regione “montanara” come il Piemonte, una delle specialità più apprezzate e conosciute siano le acciughe? Acciughe al verde, salsa alle acciughe, bagna càuda…

Ecco la loro storia, una storia che si inerpica sui sentieri del basso Piemonte, nelle zone di confine con Francia e Liguria, su quei sentieri di mezza montagna da dove, una volta arrivati in cima, si scorge il mare luccicare in lontananza.

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Delitti ottocenteschi: il processo a Giovanni Pipino

Un duplice omicidio, un colpevole forse innocente, un processo farsa.

Era il 15 settembre 1878, giorno in cui tutta Torino fra canti e suoni si riversava nella vicina borgata della Madonna del Pilone in festa. Verso sera a turbare quell’allegria si diffonde una lugubre notizia: un assassinio fu consumato in città. E se ne divulgano i più terribili particolari. Udite e raccapricciate”.

Questa l’apertura – relativa al delitto Mustone-Magis – di Cronaca dei Tribunali, giornale dedicato al mondo della cronaca nera e dei processi, in un’epoca in cui le vicende che davano scalpore potevano essere morbosamente seguite sulla carta stampata o direttamente nelle aule di giustizia, quasi come delle moderne fiction.

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