Mayerling, 30 gennaio 1889: il suicidio di due amanti o la congiura più buia della Storia?

Rodolfo d’Asburgo e la sua amante, Maria Vetsera, vengono trovati morti a Mayerling. Cosa accadde davvero?

Quando il passante si trova nei pressi del Castello di Mayerling, a circa trenta chilometri da Vienna, sente in lontananza le monache carmelitane al suo interno cantare.

Pregano (e pregheranno in eterno, secondo il volere dell’imperatore Francesco Giuseppe) per l’anima dell’arciduca Rodolfo d’Asburgo, che qui incontrò la morte insieme all’amante, la baronessa Maria Vetsera, il 30 gennaio del 1889.

A cura di Gabriele Richetti

Figlio dell’imperatore Francesco Giuseppe e della imperatrice Sissi, l’arciduca Rodolfo, erede al trono e trentunenne all’epoca dei fatti, era sposato con la principessa Stefania del Belgio.

Nonostante il matrimonio, tuttavia, il futuro imperatore non si era mai fatto mancare avventure extraconiugali, tollerate dai genitori e persino dalla moglie. Ma con Maria Vetsera, baronessa di origine ungherese, fu completamente diverso.

Maria, appena diciassettenne all’epoca dei fatti, conobbe Rodolfo alle corse dei cavalli che si tenevano in primavera al Prater di Vienna: tra i due scoppiò una immediata passione, che si tramutò ben presto in una sorta di amore ossessivo.

I due iniziarono a frequentarsi nel mese di novembre del 1888: tutta Vienna sapeva della loro relazione.

RODOLFO-MARIA
Rodolfo d’Asburgo e Maria Vetsera

Il 28 gennaio del 1889, Rodolfo, dopo un violento alterco con il padre Francesco Giuseppe (per questioni politiche e coniugali), scappò con Maria rifugiandosi a Mayerling, tenuta di caccia imperiale poco lontano da Vienna.

Di ciò che accadde tra il 28 gennaio e il 30, quando Rodolfo e Maria vennero trovati morti, molto si è detto e scritto, ma ben poco si conosce.

Il 30 gennaio vengono trovati i corpi senza vita degli amanti

Ciò che è certo è che i due giovani vennero trovati morti il 30 gennaio da alcuni servitori, in un bagno di sangue (distesa sul letto la baronessa e seduto sul bordo, piegato su se stesso, l’arciduca) e che entrambi furono uccisi da un colpo di pistola. Un’altra circostanza è certa: Maria morì qualche ora prima di Rodolfo.

La tesi più accreditata e data per vera dagli storici è la seguente: preso atto della impossibilità di poter vivere liberamente il grande amore, Rodolfo, che già aveva manifestato intenzioni suicide nel corso della sua breve vita, aveva convinto Maria a uccidersi con lui.

L’Arciduca sparò così alla giovane pienamente consenziente, scrisse due lettere a sua moglie e a sua madre, e si uccise a sua volta.

Cosa successe davvero a Mayerling?

Quali le tesi alternative? A dir la verità tutte abbastanza improbabili, ma bastevoli per sollevare dubbi sull’autenticità della versione ufficiale.

Un maldestro aborto seguito da una crisi di panico? Un omicidio politico organizzato addirittura da Francesco Giuseppe (Rodolfo pareva vicino ad alcuni partiti filo-ungheresi) con la casuale presenza dell’amante? Un omicidio organizzato dalla Germania, vista l’intenzione di Rodolfo di cancellare la storica alleanza per avvicinarsi alla Francia (e chissà come sarebbe andata la Storia in questo caso)?

Molti dei testimoni e dei contemporanei ammisero che la ricostruzione era fittizia, che dietro a ciò che venne raccontato si celavano segreti ben più terribili. Mormorii, mezze verità, lettere mai più ritrovate, buste mai aperte e sparite di colpo. Nessuno parlò mai. Nessuna autopsia fu eseguita, nessun proiettile fu ritrovato. Cosa successe davvero? Probabilmente la versione che conosciamo è anche quella vera: due amanti, un amore impossibile, un giovane affetto da manie depressive e una giovane influenzabile.

La versione ufficiale

In ogni caso, soltanto un corpo avrebbe dovuto lasciare Mayerling, per preservare quantomeno un briciolo di dignità e minori dicerie intorno alla corona imperiale.

Dalla corte arrivò infatti l’ordine di non divulgare il fatto che l’Arciduca fosse morto insieme alla sua amante.

La baronessa venne così ricomposta e vestita, con tanto di cappello e piume. Venne poi infilato un manico di scopa tra la schiena e il vestito, così da poterla trasportare in carrozza come se fosse ancora viva. Dopo avere in questo modo lasciato Mayerling, il corpo venne sepolto in fretta e furia nel cimitero di Heiligenkreuz, senza alcuna lapide.

Per giustificare la morte di Rodolfo, si diffuse la falsa notizia che l’erede al trono fosse morto per un colpo apoplettico. Bugia che ovviamente non durò a lungo.

Ottenuta una speciale dispensa papale per poter seppellire Rodolfo nella Cripta dei Cappuccini a Vienna (imputando il suicidio a uno stato di alterazione mentale), l’imperatore Francesco Giuseppe trasformò Mayerling in un convento di carmelitane, che avrebbero dovuto pregare in eterno per il figlio morto. La stanza dove vennero trovati i corpi diventò una cappella.

MAYERLING
Il Convento di Mayerling oggi

La triste sorte delle spoglie di Maria Vetsera

Francesco Giuseppe rifiutò tutte le richieste di dialogo da parte della famiglia Vetsera, colpevole di non aver interrotto la relazione della figlia, e che ebbe la possibilità di erigere una lapide sulla tomba di Maria soltanto alla fine di maggio.

Nel 1945 la tomba della sfortunata giovane fu profanata da alcuni soldati russi che danneggiarono la bara (il cranio fu addirittura trovato all’esterno). Nel 1959 fu così deciso di traslare le spoglie mortali di Maria in un nuovo sepolcro. Ma nel 1991 un mercante di mobili ossessionato dai fatti di Mayerling rubò i resti dalla nuova bara, per poterli esaminare e appurare finalmente i fatti.

Nel 1993, recuperate le ossa rubate, i resti furono inumati – e ben sigillati – nel sepolcro originale, mentre la bara fatta costruire dalla famiglia Vetsera nel maggio del 1889 è esposta al museo del convento di Mayerling.

L’imperatrice Sissi, perso l’unico figlio, passò il resto della sua vita vestita a lutto.

 

tomba-vetsera
La tomba di Maria Vetsera

Autore: ilvasoditerracotta

Aneddoti e curiosità storico-letterarie su Torino e il Piemonte

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