La leggenda nordica delle Selkie o donne-foca

Alla scoperta delle Selkie, le donne-foca della mitologia nordica (che ho avuto la fortuna di conoscere).

Questa settimana voglio raccontarvi una storia.

Una storia scoperta prima sui libri e di cui ho poi seguito personalmente le tracce fino alle fredde coste islandesi.

È il racconto delle Selkie, o donne-foca, creature mitologiche assai famose nella mitologia dei Paesi del Nord.

Indossate un bel piumino e seguitemi.

A cura di Gabriele Richetti

L’origine del mito

I racconti legati alle Selkie nascono nelle isole Orcadi, un arcipelago all’estremo nord della Scozia, quasi ai confini del mondo. Nella lingua locale, Selkie significa semplicemente ‘foca’.

Secondo quanto si tramanda, le Selkie sarebbero perciò foche dai grandi poteri magici, che consentirebbero a queste creature di trasformarsi in donna nelle notti di luna piena.

selkie
Illustrazione di una Selkie

Il mito si trasforma: le Selkie in Islanda

Ma è in Islanda che continua la nostra avventura. Secondo il folklore della terra del ghiaccio e del fuoco, queste donne-foca troverebbero invece origine direttamente nella Bibbia: quando il Mar Rosso travolse l’esercito del faraone all’inseguimento di Mosè e del suo popolo, Dio ebbe misericordia di tutte quelle persone e le trasformò in foche, concedendo loro di tornare sulla terra in forma umana soltanto una notte all’anno.

In particolare, le foche popolerebbero le acque islandesi nella zona di Mýrdalur, una regione nella parte meridionale dell’Islanda.

La leggenda del contadino islandese e di sua moglie

Nei pressi della spiaggia nera di Reynisfjara, vicino a Vík í Mýrdal, piccolo capoluogo della regione, si racconta da secoli la storia di un contadino che un tempo abitava in quella zona.

Un giorno, al mattino presto, mentre camminava sulla spiaggia nera, il contadino vide una catasta di pelli di foca poco fuori una grotta. Dall’interno provenivano musica e canti. Certamente si trattava delle Selkie. Senza farsi vedere prese una di quelle pelli e, tornato a casa, la chiuse in un baule.

Tornato dopo qualche ora davanti alla grotta vide una bellissima fanciulla, completamente nuda, che piangeva disperatamente. Avendo capito di chi si trattava, senza confessare nulla, la portò a casa sua e, qualche tempo dopo, la sposò.

Passarono gli anni e i due ebbero molti figli. Nonostante tutte le premure dell’uomo (che non si separava mai dalla chiave del baule), la giovane spesso sedeva sulla spiaggia guardando il mare e piangeva in solitudine.

reynisfjara
Una mia foto di Reynisfjara

Un Natale il contadino andò in Chiesa insieme a tutti gli abitanti del paese, ma la moglie rimase a casa perché non si sentiva troppo bene. Proprio quel giorno l’uomo dimenticò sul tavolo la chiave del baule.

Una volta tornato alla propria abitazione trovò il baule aperto e la moglie scomparsa.

Prima di tornare dal suo popolo, la fanciulla, comunque innamorata del contadino e dei figli che avevano avuto, si era voltata un’ultima volta verso quella casa che era stata sua per molti anni e aveva mormorato: “Oh me tapina, son messa alle strette: ho sette figli a terra e in mare altri sette”.

Da quel giorno, il contadino non la vide mai più. Nonostante tutto, quando usciva in mare per pescare, una foca dagli occhi lucidi si aggirava costantemente intorno alla sua barca e la pesca era sempre molto buona.

Allo stesso modo, quando i suoi figli camminavano sulla spiaggia, una foca spuntava a pochi metri dalla riva, tenendo il loro passo, quasi per accompagnarli.

Sono stato a Reynisfjara un pomeriggio di agosto

L’estate scorsa ho girato l’Islanda in auto. Una delle prime tappe è stata proprio la spiaggia di Reynisfjara. All’ingresso della spiaggia, nerissima e spazzata dai venti artici, c’è un piccolo cartello sbiadito che racconta la storia delle Selkie.

Mentre camminavo sul bagnasciuga, guardando il mare, ecco muoversi qualcosa tra le onde. Anche i miei compagni di viaggio guardavano il mare come ipnotizzati.

A qualche metro di distanza era emersa una foca, che ci scrutava incuriosita. Selkie o no, conoscendo la leggenda ci siamo emozionati.

Dopo qualche secondo, eccola scomparire nelle acque grigie di Reynisfjara. Forse tornata dai suoi sette figli marini.

foca-reynisfjara
La mia foto alla foca di Reynisfjara

Autore: ilvasoditerracotta

Aneddoti e curiosità storico-letterarie su Torino e il Piemonte

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...