Una storia tutta torinese: i Persol

Una lunghissima storia d’amore tra Torino e l’occhialeria italiana.

Le volte in cui a un torinese viene ricordato come la Persol, noto marchio di montature da vista e da sole, sia nata proprio nella città piemontese, dopo un primo momento di malcelato stupore, ci si sente quasi sempre rispondere con un ben convinto: “Ah ma certo, lo sapevo eh!”. L’interessato mente. Del fatto che i Persol siano nati a Torino, a onor del vero, sono a conoscenza ben poche persone.

A cura di Gabriele Richetti

Gli occhiali PER il SOLe

Dicevamo che i Persol sono dunque stati creati a Torino.

Tutto inizia nel 1875, quando Achille Berry apre in Via Roma l’Ottica Berry, una bottega di ottica e fotografia.

Nel 1880, Achille diventa l’ottico del Duca d’Aosta e di conseguenza di casa Savoia.

Nel 1910, ormai quasi una celebrità, Achille lascia il negozio ai due fratelli Odoardo e Giuseppe Ratti. Quest’ultimo è un visionario, amante degli esperimenti e delle montature all’avanguardia, oltre che fotografo. Dopo pochi anni, nei magazzini Ratti si vende di tutto: occhiali certo, ma anche binocoli, lanterne magiche, stampe, calendari.

I due fratelli hanno una notevole vocazione imprenditoriale e l’attività si espande.

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Uno dei primi manifesti Persol

È il 1917 quando Giuseppe inizia a progettare delle montature che siano adatte ad attività sportive su larga scala, in special modo per i piloti dell’aviazione, un campo tutto nuovo ancora da esplorare e che necessita di accessori.

Da questa idea nascerà un modello destinato a diventare una pietra miliare dell’occhialeria italiana, il Protector: una sorta di mascherone arrotondato con bordo e fascia di gomma, che calza a pennello sui visi degli aviatori del tempo. Persino gli Stati Uniti ne sono affascinati, tanto da renderlo l’occhiale in dotazione ai propri piloti.

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Il celebre Protector

Dal primo modello alla fama il passo è breve: poco dopo sui Protector vengono montate le lenti giallo-brune che ancora oggi caratterizzano i modelli più iconici di Persol grazie al loro colore affumicato.

Per la registrazione del marchio, tuttavia, bisognerà attendere fino al 1938, quando gli occhiali per il sole diventano ufficialmente i Persol.

Il modello 649, icona di stile

Nel 1957 vede la luce uno dei modelli che renderanno celebre e conosciuto il marchio Persol in tutto il mondo: il 649. È una montatura creata appositamente per i tranvieri torinesi, che devono proteggersi da sole, aria e dalla polvere delle strade del capoluogo piemontese.

Il modello 649 diventa ben presto una vera e propria icona, grazie anche a Marcello Mastroianni, che lo indossa nel film Divorzio all’italiana.

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Mastroianni con il Persol 649

Intanto il marchio continua a crescere: Reinhold Messner porta gli occhiali Persol fino alle vette ancora inviolate dell’Himalaya.

D’altra parte, molteplici sono le personalità che hanno indossato un paio di Persol nel corso della loro vita, per motivi professionali come nella vita privata: a partire da Gabriele D’Annunzio (per il quale fu creato un modello su misura) fino a Greta Garbo, Steve McQueen, Jack Nicholson, Arnold Schwarzenegger, Ornella Muti, Alberto Tomba e molti altri.

L’acquisto di Luxottica

Nel 1995 un altro grande passo per gli occhiali torinesi. Luxottica acquisisce il marchio, conservandone tutte le caratteristiche che lo hanno reso unico.

Partito da Torino, il marchio Persol è arrivato lontanissimo. Dai cieli all’Himalaya, alla Parigi-Dakar, alle mostre di cinema e ai red carpet di tutto il mondo. Piloti, sportivi e attori ne hanno apprezzato l’eleganza e l’iconicità, uno stile che è stato capace di attraversare i decenni senza mai dimenticarsi delle sue origini. Un esempio di torinesità ben riuscito. Giuseppe Ratti ne sarebbe, ancora oggi, estremamente soddisfatto.

Autore: ilvasoditerracotta

Aneddoti e curiosità storico-letterarie, a cura di Gabriele Richetti

3 pensieri riguardo “Una storia tutta torinese: i Persol”

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