Il Duca degli Abruzzi, l’esploratore di casa Savoia

Impavido scalatore ed esploratore, legò indissolubilmente il proprio nome a diverse epiche imprese.

Luigi Amedeo Giuseppe Maria Ferdinando Francesco di Savoia – questo il nome completo dell’uomo che passò alla Storia, più semplicemente, come Duca degli Abruzzi – è stato uno dei più grandi esploratori e alpinisti italiani di tutti i tempi. Carriera certamente particolare per un Savoia.

Luigi, come da tradizione sabauda, già in tenera età viene destinato alla carriera militare. A sei anni, nel 1879, è imbarcato come mozzo, allievo presso la Regia Accademia Navale di Livorno.

A sedici anni ha già circumnavigato il globo e alla morte del padre, nel 1890, ottiene il titolo di Duca degli Abruzzi.

A cura di Gabriele Richetti

Mari… e monti

I mari non sono l’unica passione del giovane Luigi. Alla navigazione alterna lunghe arrampicate in montagna, sotto la guida dei suoi precettori, convinti che la natura nella sua forma più pura sia un’ottima insegnante per le scienze naturali e la biologia: Cervino, Gran Paradiso, Monte Rosa e Monte Bianco sono le palestre su cui il Duca degli Abruzzi cresce, forse immaginando ascese ancora più impervie ed esaltanti. Per i suoi risultati viene nominato Presidente onorario del CAI di Torino e membro del prestigioso Club Alpino Britannico.

Duca degli Abruzzi-testo 1
Il Duca degli Abruzzi

Intanto, nel 1894 circumnaviga il globo per la seconda volta, conoscendo paesi e culture estremamente diverse tra loro, tutte meritevoli del suo studio e dei suoi progetti di esplorazione futuri.

Nel 1897, primo in assoluto, scala il monte Saint Elias, in Alaska.

La spedizione al Polo Nord, il Ruwenzori e il Karakorum

Dopo altre scalate alpine, il Duca degli Abruzzi è pronto per la prima delle sue storiche imprese: la spedizione al Polo Nord. A bordo del brigantino Stella Polare, Luigi raggiunge nel 1900 il grado massimo di latitudine artica mai raggiunto da un essere umano. Partito il 12 giugno 1899 da Oslo, con a bordo 121 cani siberiani da slitta, il 10 agosto il brigantino non può più proseguire a causa dell’inspessimento del ghiaccio. Organizzato un campo per passare la lunga notte polare, il 20 febbraio del 1900 tre gruppi lasciano la nave: direzione Polo Nord. Tra i partecipanti non vi è però il Duca, che ha perso da poco due dita della mano. Un incidente che lo costringe forzosamente alla permanenza nel campo. Il 25 aprile, stremati, i superstiti iniziano il viaggio di ritorno verso la Stella Polare, raggiunta il 23 giugno. Il 6 settembre la nave rientra a Tromso. La spedizione è conclusa.

Duca degli Abruzzi-copertina
La Stella Polare

Dopo una terza circumnavigazione del globo, il Duca parte per il massiccio africano del Ruwenzori, affiancato da alcune guide di Courmayeur, per esplorarne le cime più alte e produrne le prime mappe.

Nel 1909 ecco un’altra affascinante sfida: la partenza per il Karakorum con il tentativo (purtroppo fallito) di scalata del K2. Il Duca degli Abruzzi stabilisce, in questa occasione, il record mondiale di altitudine dell’epoca. Il suo nome rimarrà indissolubilmente legato alla montagna: ancora oggi, infatti, la via più utilizzata per arrivare in vetta al K2 prende il nome di Sperone degli Abruzzi.

Duca degli Abruzzi-testo 2
La spedizione nel Karakorum

La Prima Guerra Mondiale e gli ultimi anni in Somalia

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale il Duca degli Abruzzi viene nominato comandante della flotta italiana: diventato Ammiraglio nel 1918, vede però ridotti a mano a mano i propri poteri operativi, a causa di divergenze con gli alleati e per alcune operazioni militari non troppo fortunate.

Al termine della guerra si reca più volte in Somalia, una terra che aveva conosciuto durante le circumnavigazioni e che gli era rimasta nel cuore. Scopre le sorgenti del fiume Uebi Scebeli a 2.700 metri e intraprende una grande opera di bonifica che interessa diversi villaggi. Rimarrà per sempre in quella terra.

Il 18 marzo del 1933 il Duca degli Abruzzi muore in un villaggio somalo a cui aveva dato il suo nome, a causa di un cancro alla prostata, senza figli. Al suo fianco una principessa somala con la quale si mormora avesse una relazione. Le sue volontà sono chiare: il corpo del Duca viene sepolto in Somalia. Lascerà detto: “Preferisco che intorno alla mia tomba s’intreccino le fantasie delle donne somale, piuttosto che le ipocrisie degli uomini civilizzati”.

La memoria

Oltre ai rimandi nella toponomastica (vie, piazze, rifugi) tramanda il ricordo del Duca il Museo nazionale della Montagna di Torino, dedicato dal CAI proprio al Duca degli Abruzzi.

Autore: ilvasoditerracotta

Aneddoti e curiosità storico-letterarie, a cura di Gabriele Richetti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...