Flor 61 e il Giardino Roccioso del Valentino

Il Giardino Roccioso, ancora oggi, testimonia la grandiosità dell’esposizione floreale torinese del 1961.

Dal 28 aprile al 15 giugno del 1961, Torino si trasformò nel giardino più profumato di tutta l’Europa. Nell’ambito dell’EXPO per il centenario dell’Unità d’Italia – la famosa Italia ’61 – il cavalier Giuseppe Ratti (il creatore degli occhiali Persol, per intenderci) propose l’installazione di una esposizione floreale negli spazi del Parco del Valentino.

Il progetto entusiasmò da subito: dopo quasi un anno di lavoro nacque così FLOR 61, Fiori del Mondo a Torino. L’esposizione occupò l’intero Palazzo delle Esposizioni e, in esterno, 140.000 metri quadrati del Parco del Valentino.

A cura di Gabriele Richetti

Venne creato un vero e proprio ecosistema, con cascatelle, ruscelli, sentieri e viottoli in pietra, oltre a circa 8.000 rosai di diverse dimensioni.

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Locandina Flor ’61

All’esposizione parteciparono 19 Paesi con 800 espositori. Grandiosa fu anche l’illuminazione notturna, composta da tre torri faro, dotate di 66 proiettori, che illuminavano tutto il giardino, richiamando appassionati anche dopo il tramonto grazie ai giochi di luce e ai suggestivi scorci che il giardino regalava nella penombra. Al termine della manifestazione, gli ingressi a Flor 61 furono circa 600.000.

Notiziario Italia ’61, edizione n. 12 dell’ottobre 1961, riporta le reazioni dei cittadini durante le visite: “ne parlavano in termini entusiastici non soltanto le donne per le quali si potrebbe presumere una troppo facile commozione per le cose belle della natura, ma anche gli uomini: anziani signori corpulenti, che giravano per le stradine del Valentino e nei sentieri del Palazzo Esposizioni ripetendo, con esclamazioni di gioia: magnifico, stupendo, che bello. E fotografavano, e cinematografavano scene d’insieme e particolari con l’entusiasmo dei ragazzini”.

Il visitatore più illustre? Senza dubbio la Regina d’Inghilterra, Elisabetta II, grande appassionata di fiori e produttrice di orchidee.

Il quotidiano londinese Times, il 29 aprile 1961, dedicò a Flor 61 le seguenti parole: “Flor 61 è la più bella esposizione dell’ultimo trentennio… un prodigio di organizzazione… una mostra di cui si poteva difficilmente immaginare risultati così belli”.

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Le installazioni esterne

Il Giardino Roccioso

A ricordo dell’esposizione, conosciuto da tutti i torinesi, rimane oggi il Giardino Roccioso, creato insieme alle grandi esposizioni floreali della manifestazione.

Si tratta di un vero e proprio “giardino nel giardino”, con panchine, laghetti e, ovviamente, diverse aiuole che vengono modificate e rinnovate a seconda dei periodi dell’anno.

Targhe esplicative raccontano le particolarità dei fiori che si possono ammirare camminando nel Giardino Roccioso, compresi gli esemplari esotici.

Oltre alle installazioni floreali, nel giardino si trova anche uno dei punti più romantici dell’intera città; si tratta della celebre “panchina innamorata”, dove due lampioni paiono abbracciarsi timidi, controllati da un gattino nell’atto di stiracchiarsi. Inutile dire che la panchina, così come il Giardino stesso, è luogo di ritrovo per innamorati e nostalgici, grazie alla sua atmosfera fiabesca e davvero molto sabauda, accanto al Po’ e proprio sotto le colline che circondano la città.

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La panchina innamorata

Molti torinesi hanno piacevoli ricordi legati a quelle viette di pietra che scendono tra rose e laghetti, compreso l’autore, che anni addietro, nel pieno del romanticismo adolescenziale, dedicò alcune righe, riportate in calce, a questo angolo di Torino nascosto “alla rumorosa vista della città”.

 

Il giardino delle rocce
Odorosi pini si stagliano alti sulle rive del Po’,
cornice di un piccolo giardino nascosto
alla rumorosa vista della città,
timido riparo di innamorati.
Infinite storie di amori finiti
si rincorrono per gli umidi sentieri del giardino.
Dalla collina una severa basilica osserva:
secoli di storia, volti di re e di regine,
emergono nell’imbrunire.
Si accendono le luci della città;
una foglia si stacca pigra da un albero
e si ferma per un attimo,
sospesa, a guardare le persone
avvolte nelle loro calde sciarpe.
Poi, assonnata, si posa sull’erba.
I passanti non si accorgono di quell’ultima,
curiosa foglia, stretti nel proteggere i loro pensieri
dal freddo.
Spiriti di grandi sovrani si preparano
per la notte nelle loro cappelle.
Le margherite sbadigliano,
le rose chiudono gli occhi.
Il giardino delle rocce si è addormentato.

Autore: ilvasoditerracotta

Aneddoti e curiosità storico-letterarie, a cura di Gabriele Richetti

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