Il Peñarol: la squadra uruguaiana ispirata da un piemontese

Giovan Battista Crosa, emigrato in Uruguay, diede il via ad una delle più grandi epopee calcistiche di sempre.

Chi poteva immaginare, nel 1891, che il nome della squadra di calcio più titolata dell’Uruguay sarebbe stata ispirato da un emigrato piemontese?

A cura di Gabriele Richetti

Giovan Battista Crosa da Pinerolo

Nei secoli passati, anche l’Italia conobbe l’emigrazione. Si trattò di una fuga di massa dal nostro Paese, per lo più verso l’America Latina, una terra lontana e ricca di promesse.

Spinti dal desiderio di migliorare la propria condizione sociale e di trovare finalmente terreni e lavoro, migliaia di connazionali abbandonarono l’Italia per imbarcarsi e attraversare l’Oceano. Tra questi, anche molti piemontesi.

Uno di loro, Giovan Battista Crosa, puntò l’Uruguay. Veniva da Pinerolo, storico comune ai confini della Val Chisone. Le notizie biografiche che lo riguardano sono scarse e contraddittorie. Ciò che sappiamo è che, verso la metà del XVIII secolo, partì alla volta dell’Uruguay, dove acquistò delle terre alla periferia della capitale Montevideo.

Tra quelle strade sterrate aprì una pulperia, una specie di drogheria che all’occorrenza trasformava in taverna. In poco tempo, grazie al clima di aggregazione sociale che si respirava in quella sorta di mercato coperto, Crosa raccolse le simpatie non solo degli uruguaiani, ma anche di molti emigrati, che si ritrovavano nelle sue sale per giocare a carte e per bere un bicchiere di vino. Ovviamente, i piemontesi erano moltissimi.

Con il passare del tempo, secondo gli usi del luogo nei confronti degli stranieri, nei registri commerciali Crosa iniziò ad essere chiamato con il nome del luogo di provenienza: Crosa da Pinerolo diventò dunque Crosa da Peñarol. Da lì in avanti il passo fu breve e Peñarol diventò il nome che designava tutto il quartiere della capitale dove il pinerolese aveva aperto la sua pulperia. A Montevideo era nato un nuovo quartiere.

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La stazione del quartiere di Peñarol

Il Central Uruguay Railway Cricket Club

Giovan Battista Crosa morì nel 1790, ma il nome del quartiere gli sopravvisse.

Un secolo più tardi, in piena rivoluzione industriale, la zona di Peñarol diventò sede della Central Uruguay Railway – una società ferroviaria inglese – che in quegli anni iniziava ad unire alle opere di ingegneria anche attività sportivo-ricreative. Come accaduto molte altre volte, bastò un pallone per gemellare uomini giunti in Uruguay da luoghi lontanissimi.

Tanto che, nel 1891, si sentì la necessità di fondare una vera e propria polisportiva, a cui fu dato il nome di Central Uruguay Railway Cricket Club, che si occupasse anche del famoso tbol sudamericano. I colori sociali furono scelti con un occhio alle locomotive giallo-nere della compagnia, che ricordavano l’oro e il carbone. Erano nati gli aurinegros.

Tra i fondatori della squadra, contrariamente a quanto sostenuto da molti, non vi furono piemontesi. Tuttavia, le radici italiane del quartiere erano ancora ben forti e così, nel 1913, il nome del club venne cambiato in Club Atlético Peñarol.

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La locomotiva che ispirò i colori del club

Il Peñarol oggi

Iniziò dunque una delle storie più vincenti di tutto il Sud America e del mondo intero, calcisticamente parlando.

Una squadra capace di vincere 52 campionati uruguaiani, 5 Coppe Libertadores e 3 Coppe Intercontinentali, e che ha visto nelle proprie fila giocatori del calibro di Ghiggia, Schiaffino, Obdulio Varela, fino ai più recenti Montero, Zalayeta e Forlan. Molti dei suoi primi giocatori furono proprio figli e nipoti dei primi emigrati italiani.

Come scrisse Julio María Sanguinetti: “Il Peñarol è l’espressione sociologica dell’Uruguay che viene costruita dall’immigrazione tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, alla quale appartiene la maggior parte della popolazione del paese. È la squadra degli immigrati ed è nata in un’officina”.

Quel pallone, da Pinerolo alla pulperia di Peñarol, a forza di rotolare strada ne ha fatta parecchia.

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Una delle prime foto del Peñarol

Autore: ilvasoditerracotta

Aneddoti e curiosità storico-letterarie su Torino e il Piemonte

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