Maria Cristina di Borbone, la prima Madama Reale

Arrivata a Torino appena tredicenne, Maria Cristina di Borbone diventò la prima Madama Reale.

Il 10 febbraio 1609 una principessa francese tredicenne sposa Vittorio Amedeo I di Savoia, più anziano di lei di ben diciannove anni. Il matrimonio serve a rinforzare l’alleanza franco-sabauda contro la pericolosa Spagna: la giovane sposa è infatti figlia di Enrico IV, primo re di Francia della casata borbonica.

Il suo nome è Maria Cristina di Borbone, fanciulla che sarebbe diventata una delle reggenti più iconiche di sempre, tanto da meritarsi il titolo di prima Madama Reale di casa Savoia.

A cura di Gabriele Richetti

Una principessa francese a Torino

Appena arrivata a Torino, Maria Cristina si trovò spiazzata davanti all’austerità della corte sabauda.

Abituata alle feste e alle frivolezze francesi, il suo animo mal si conciliava con la rigida disciplina dei Savoia e, in primis, con le abitudini del marito. Sebbene l’amasse profondamente, Vittorio Amedeo I preferiva la caccia e le passeggiate in solitudine agli sfarzi dei balli che la giovane consorte spesso gli proponeva.

Elegante e – secondo le cronache dell’epoca e i ritratti – donna molto sensuale, Cristina mantenne sempre alcuni vezzi, come quello di firmarsi Chrestienne de France, Duchesse de Savoye, Reine de Cypro, i tre titoli di cui poteva fregiarsi.

Madama Reale 1
Ritratto della Madama Reale

La reggenza

Passarono gli anni, fino ad arrivare ad una data fondamentale per la vita di Cristina.

Il 25 settembre 1637, nell’ambito di alcune operazioni militari antispagnole, Vittorio Amedeo I partecipò ad un sontuoso banchetto. Al termine della cena, molti tra gli ospiti accusarono dei malori: Vittorio Amedeo, apparso subito grave, morì durante la notte. Qualcuno sospettò si trattasse di una macchinazione del cardinale francese Richelieu per indebolire l’alleato sabaudo, ma sono supposizioni.

Ad ogni modo, vista la giovane età degli eredi, la reggenza del ducato di Savoia passò a Maria Cristina. Ormai donna, si districò molto bene tra le mire espansionistiche di Richelieu e le idee filo-spagnole dei cognati (che puntavano a sottrarle la reggenza), riuscendo a mantenere l’indipendenza del piccolo stato sabaudo, anche protetta dalla sua ascendenza reale. Nonostante i costumi licenziosi criticati dagli storici, la reggente protesse i diritti dinastici dei figli, oltre ad abbellire e rimodernare Torino. 

Gli amanti e il Castello del Valentino

La sua abilità politica in quegli anni difficili è dunque manifesta, come manifesta è stata anche la sua spensieratezza amorosa. Tra gli amanti che ebbe, sicuramente merita un posto d’onore il conte Filippo d’Agliè, suo favorito, che amò per tutta la vita. Un uomo molto bello, intelligente e devoto. Qualcuno ha insinuato anche che non tutti i figli (ben sette) avuti durante il matrimonio con Vittorio Amedeo I fossero in realtà legittimi.

La Madama Reale ebbe inoltre il merito di sostenere grandi artisti, come gli architetti Carlo e Amedeo di Castellamonte, a cui affidò la ristrutturazione del Castello del Valentino.

Madama Reale 3
Il Castello del Valentino

E proprio al Valentino Cristina era solita incontrarsi con il bel Filippo. Si vocifera persino dell’esistenza di un cunicolo segreto che dal Castello attraversava il Po per condurre i due amanti in un luogo ancora più sicuro sulla collina: la Vigna di Madama Reale (oggi Villa Abegg).

Il Castello diventò luogo di feste, grandi balli e coreografie sul Po ideate dallo stesso Filippo.

Madama Reale 2
Villa Abegg oggi

I suoi ultimi anni

Conclusa la reggenza a favore del secondogenito Carlo Emanuele II (anche lui incline a rocambolesche avventure amorose), la Madama Reale continuò comunque a portare avanti alcuni incarichi di rappresentanza politica. Tuttavia, il suo animo, forse conscio dell’approssimarsi della fine, mutò radicalmente. Dopo aver fatto voto di castità, Cristina abbandonò tutti i divertimenti mondani che tanto aveva amato fin dalla sua giovinezza: gli ultimi ritratti la dipingono vestita di scuro, austera, lontana parente della agghindata principessa dei primi anni.

Frequentò assiduamente il convento delle Carmelitane Scalze, delle quali iniziò ad osservare penitenze e costumi.

Morì il 26 dicembre 1663, quattro anni prima dell’amato Filippo. Vestita da Carmelitana Scalza, fu sepolta nella Chiesa di Santa Cristina in Piazza San Carlo, per poi essere traslata, nel 1802, nella Chiesa di Santa Teresa, in uno stretto anfratto laterale che sicuramente non onora l’esuberante personalità che ebbe in vita.

La tomba di Filippo d’Agliè fu rinvenuta presso il Monte dei Cappuccini soltanto nel 1989: la sua identificazione è stata possibile grazie a due fornelli da pipa trovati accanto ai resti del conte. Uno dei due recava un’incisione: le iniziali di Cristina. Un regalo d’amore al suo umilissimo, fedelissimo, obbligatissimo suddito, vassallo e servitore.

Autore: ilvasoditerracotta

Aneddoti e curiosità storico-letterarie su Torino e il Piemonte

1 commento su “Maria Cristina di Borbone, la prima Madama Reale”

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