La tormentata guglia della Mole Antonelliana

Distrutta da due nubifragi, la guglia della Mole Antonelliana è oggi sormontata da una stella a dodici punte.

Simbolo per eccellenza di Torino e uno tra i monumenti più famosi di tutta Italia, la Mole Antonelliana è stata per anni non soltanto l’edificio più alto della città, ma la costruzione in muratura più alta del mondo.

Dopo le alterne vicende burocratiche che ne hanno caratterizzato i lavori di completamento, altri tormentati eventi hanno segnato l’esistenza della Mole: la guglia, in particolar modo, è stata bersaglio delle potenti forze della natura, che per ben due volte ne hanno stravolto la fisionomia.

A cura di Gabriele Richetti

Breve storia della Mole Antonelliana

Nato dal genio di Alessandro Antonelli, il progetto architettonico si sviluppa a partire dal 1862, quando la comunità ebraica della città, finalmente al sicuro dopo la libertà di culto concessa dallo Statuto Albertino del 1848, commissiona all’architetto la costruzione di una sinagoga. I disegni originali prevedono un nuovo tempio alto 47 metri.

L’architetto, nondimeno, negli anni seguenti introduce una serie di modifiche e di eccentriche innovazioni, che allungano di molto la conclusione dei lavori a tal punto da infastidire i committenti. Nel 1869 la Mole viene dunque parzialmente conclusa con una cupola piatta all’altezza di circa 70 metri.

L’intero edificio, tuttavia, quasi da subito manifesta problemi strutturali dovuti alla sua forma sproporzionata, che comportano una serie di costi aggiuntivi per la comunità ebraica. Spazientita, quest’ultima cede la costruzione alla città di Torino, ricevendo in cambio il terreno dove ancora oggi sorge in effetti la sinagoga della città. E’ il 1873 e Alessandro Antonelli può nuovamente rimettersi al lavoro sulla sua amata creatura: progetta una guglia a forma di lanterna e, sopra di essa, una terminazione appuntita.

Ormai novantenne, l’architetto costruisce un sistema di carrucole attraverso il quale poter visionare i lavori da vicino nonostante l’età. Al momento della sua morte, nel 1888, la conclusione dell’edificio è vicina. Il 10 aprile del 1889 la Mole Antonelliana è ufficialmente terminata, con la posa di un Genio alato (uno dei simboli di casa Savoia, rintracciabile in città anche in Piazza Statuto in cima al monumento del Traforo del Fréjus) sulla sommità della guglia: l’edificio, realizzato completamente in muratura, è alto 167,35 metri, risultando essere il più alto della città e il più alto del mondo realizzato con quella tecnica.

La tempesta dell’11 agosto 1904

Il Genio che sorvegliava la città dalla punta della Mole, scambiato sin da subito per un angelo da tutti i cittadini, non ebbe vita facile.

L’11 agosto del 1904, durante una tempesta, un fulmine lo colpisce in pieno, provocandone la caduta. Quasi per miracolo, la statua rimane in bilico sul balcone sottostante: se fosse caduta da quell’altezza, data la dimensione e il peso, sarebbe stata una catastrofe. Nel 1906 si decide comunque di sostituire il Genio alato con una stella a cinque punte del diametro di circa 4 metri. Il Genio originale è oggi conservato all’interno della Mole e ancora viene scambiato dai turisti per un angelo.

Mole 1
Il Genio alato

Il nubifragio del 1953 e la seconda caduta

Scampata miracolosamente alla distruzione durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale (in particolare a quelli della notte del 13 luglio 1943), la Mole doveva purtroppo ancora conoscere un altro grave episodio meteorologico.

Il 23 maggio del 1953, in città è una eccezionale giornata di caldo, con le temperature che sfiorano i 36 gradi. Come spesso capita nel periodo pre-estivo, il gran caldo è foriero di forti temporali. Ed è ciò che capita quella sera. Verso le 19 un nubifragio si abbatte su Torino: circa mezzora dopo, la tromba d’aria distrugge 47 metri di guglia: il tutto precipita nei giardini sottostanti la Mole. Ancora una volta, neppure un ferito. Come accaduto nel 1904, un vero e proprio miracolo evita danni peggiori.

Questo il bollettino della rivista della Società Metereologica Italiana: “Alle ore 19 le nubi caliginose bassissime avanzanti da N e NE sovrastavano i margini orientali di Torino e si estendevano, spinte da vento violentissimo, su tutta la città, oscurando l’atmosfera, rendendo penoso il respiro e depositando ovunque terra impalpabile e sabbia fine, anche nell’interno delle case”.

La guglia viene ricostruita nel giro di un quinquennio, non più in sola muratura (perdendo perciò i vari primati) ma sorretta da un’armatura metallica. Nel 1961 viene anche riposizionata la stella, non più a cinque punte ma a dodici, tridimensionale, di una dimensione ridotta con annesso sistema parafulmine.

Mole 2
Ricostruzione fotografica della Mole prima e dopo la tempesta

La Mole Antonelliana oggi

Fortunatamente, dal maggio 1953 gli elementi si sono mostrati finalmente benevoli verso la Mole, ormai più sicura e resistente di un tempo. Senza snaturarne l’anima, sono state aggiunti rinforzi e protezioni nel tempietto e sulla guglia, per scongiurare eventuali danni atmosferici e umani.

Sede permanente del Museo Nazionale del Cinema e di installazioni luminose, la Mole è oggi meta di migliaia di visitatori, che grazie al panoramico ascensore possono salire sulla cupola e ammirare tutta la Torino sottostante, al cospetto della grande stella che veglia su Torino, allo stesso modo del Genio alato di un tempo, che riposa all’interno dell’edificio, continuamente scambiato per un angelo.

Mole 3
L’odierna stella tridimensionale

Autore: ilvasoditerracotta

Aneddoti e curiosità storico-letterarie su Torino e il Piemonte

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