Chiesa dei Santi Bernardo e Brigida, quartiere Lucento

Viaggio nel quartiere Lucento, alla scoperta della Chiesa dei Santi Bernardo e Brigida.

Cosa può legare tra loro un testamento, un assedio e un quartiere alla prima periferia di Torino? La risposta è: una Chiesa. Per la precisione, quella dei Santi Bernardo e Brigida, nel quartiere Lucento di Torino.

Di origini molto antiche, la parrocchia si staglia oggi in una piazza non per nulla casuale, un luogo storico poco conosciuto ma di cruciale importanza per l’intera città, la cui Storia sarebbe potuta andare diversamente se, in quello slargo, non fossero accaduti alcuni fondamentali eventi.

A cura di Gabriele Richetti

Il testamento di Ribaldino Beccuti

Alla fine del XIV secolo, nella zona oggi conosciuta come quartiere Lucento, comandava una famiglia di feudatari, i Beccuti, la quale era riuscita ad ottenere alcuni privilegi fiscali in cambio dell’impegno a sorvegliare quella zona – a tiro delle scorribande del Marchese di Monferrato – che stava conoscendo un rapido sviluppo e un importante incremento di popolazione. Iniziava infatti l’epoca delle grandi cascine limitrofe al comune di Torino, che attiravano grandi masse di lavoratori occupando veri e propri poderi.

I Beccuti avevano inoltre eretto una cappella dedicata a Santa Brigida, che divenne subito centro nevralgico dell’intera zona. Fu ben presto chiaro che le piccole dimensioni della chiesetta non avrebbero consentito l’ingresso di tutte le persone della zona negli anni a venire.

Fu così che, nel 1462, venne costruita una vera e propria Chiesa, in ottemperanza a quanto disposto nel 1435 da Ribaldino Beccuti, esponente della famiglia dei feudatari, nel suo testamento. La Chiesa venne consacrata e dedicata a San Bernardo e Santa Brigida.

Antica immagine della Chiesa

I successivi ampliamenti e l’assedio del 1706

La vita di Lucento brulicava con il passare degli anni e la Chiesa dei Santi Bernardo e Brigida venne ingrandita nel 1605, con la costruzione delle due navate laterali e della volta centrale, mentre nel 1654 conobbe un vero e proprio restauro grazie all’opera del grande architetto Amedeo di Castellamonte, su incarico ricevuto dalla prima Madama Reale, Maria Cristina.

Nel 1706, durante la guerra di successione spagnola, durante il celeberrimo assedio di Torino (lo stesso del sacrificio di Pietro Micca, per intenderci), le truppe francesi occuparono la zona e usarono la Chiesa come magazzino, oltre che come forno e cucina (tant’è che la Chiesa dovette essere riconsacrata nel 1777). Ed è qui che compare il secondo elemento del paragrafo introduttivo: l’assedio, appunto.

Già, perché la piazza antistante la Chiesa, con oggi al centro un’installazione del numero 1706 a caratteri cubitali, fu l’ultimo e decisivo focolaio di ribellione all’assedio francese, con gli abitanti del quartiere Lucento che, insieme all’esercito sabaudo, tennero a bada gli invasori durante le ultime fasi della battaglia di Torino.

Immagine della Chiesa con il nuovo campanile

La parrocchia di Lucento

Passato il trambusto settecentesco, la Chiesa dei Santi Bernardo e Brigida fu nuovamente ampliata nel 1884, con opere che le diedero la forma che ancora oggi conserva: fu allungata la navata centrale e furono costruite due cappelle laterali. Nel 1928, infine, fu costruito il nuovo campanile.

Nata come luogo di aggregazione secoli addietro, la parrocchia ha conservato il suo ruolo di fulcro del quartiere Lucento. E’ bene, da ultimo, soffermarsi brevemente proprio su Lucento. Incerta è l’origine del nome: alcuni sostengono che il termine derivi dal latino lucus, inteso come bosco, zona selvatica; altri vedono un collegamento con lux. Pare infatti che, osservando la zona dall’alto delle colline circostanti Torino, in certe ore del giorno si creino particolari giochi di luce intorno al borgo, probabilmente derivanti dalle anse del fiume Dora.

Non ci è dato sapere da cosa derivi il nome del quartiere. Restano però i fatti: quelli di un borgo cresciuto intorno alla sua cappella prima, Chiesa poi. Una costruzione che ha visto crescere cascine, fiorire attività, coltivare campi, persino cuocere il pane al suo interno durante un assedio.

Una Chiesa che, forse, ha persino ospitato la Sindone al suo interno, durante il viaggio del sacro lino da Chambery a Torino. Ma questa è un’altra storia.

La Chiesa dei Santi Bernardo e Brigida oggi

Autore: ilvasoditerracotta

Aneddoti e curiosità su Torino e il Piemonte, a cura di Gabriele Richetti

3 pensieri riguardo “Chiesa dei Santi Bernardo e Brigida, quartiere Lucento”

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