Quando Don Bosco maledisse i Savoia

La doppia profezia di don Bosco colpì casa Savoia con precisione “divina”.

Giovanni Melchiorre Bosco, fondatore dell’Ordine Salesiano e decisamente più noto come don Bosco, fu per certo uno degli esponenti di spicco dei cosiddetti Santi Sociali torinesi, figure religiose e laiche che – a cavallo tra XIX e XX secolo – dedicarono la propria vita all’aiuto dei più deboli e delle categorie emarginate del capoluogo piemontese.

Oltre che contro la povertà e il disagio, don Bosco si trovò a dover lottare contro una piaga altrettanto difficile da combattere, in quegli anni di metà ‘800: l’anticlericalismo. Le posizioni contro una Chiesa sopravvissuta con fatica alla legge Siccardi del 1850 assunsero sempre maggior vigore, sposate anche dai Savoia e dai politici di maggior rilievo del tempo.

È in questo contesto che si sviluppò quella che passò alla Storia come “la maledizione di don Bosco”. E i Savoia ne pagarono a proprie spese le terribili conseguenze.

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Vittorio Emanuele II: un Savoia o il figlio di un macellaio?

Il mistero che aleggia sulla possibile sostituzione del futuro primo re d’Italia appassiona ancora oggi.

Il 16 settembre del 1822, nella Villa di Poggio Reale vicino Firenze, un incendio divampa nella camera da letto dove dorme un bimbo di appena un anno e mezzo. Quel piccolo è il figlio di Carlo Alberto di Savoia e della consorte Maria Teresa d’Asburgo-Lorena, e diventerà il primo re d’Italia con il nome di Vittorio Emanuele II.

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Il Duca degli Abruzzi, l’esploratore di casa Savoia

Impavido scalatore ed esploratore, legò indissolubilmente il proprio nome a diverse epiche imprese.

Luigi Amedeo Giuseppe Maria Ferdinando Francesco di Savoia – questo il nome completo dell’uomo che passò alla Storia, più semplicemente, come Duca degli Abruzzi – è stato uno dei più grandi esploratori e alpinisti italiani di tutti i tempi. Carriera certamente particolare per un Savoia.

Luigi, come da tradizione sabauda, già in tenera età viene destinato alla carriera militare. A sei anni, nel 1879, è imbarcato come mozzo, allievo presso la Regia Accademia Navale di Livorno.

A sedici anni ha già circumnavigato il globo e alla morte del padre, nel 1890, ottiene il titolo di Duca degli Abruzzi.

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Oddone di Savoia, il principe sfortunato

Una giovane vita dedicata al mare, alle scienze, alla cultura.

Quarto figlio di Vittorio Emanuele II (e fratello del futuro re Umberto I), Sua Altezza Reale Oddone Eugenio Maria di Savoia nacque a Racconigi nel 1846.

La sua vita fu segnata, fin dall’età di due anni, da un grave male: nanismo, rachitismo e una evidente deformità lo privarono degli agi della vita di corte, indirizzandolo a una vita di sofferenze fisiche non indifferenti.

Oddone, nonostante tutto, crescendo dimostrò una mente vivace, dedicandosi allo studio e alle arti. Più gli anni passavano, più il giovane principe lasciava trasparire grande attitudine a scienza e cultura.

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Fritz: storia dell’elefante triste che abitò a Torino

L’elefante indiano di Stupinigi, sfortunato esempio dell’esotismo usa e getta ottocentesco.

Nel primo trentennio dell’800, tra due sovrani avvenne uno scambio decisamente particolare: Carlo Felice di Savoia dona al viceré d’Egitto, Mohamed Alì, cento pecore di razza merinos e il sovrano egiziano lo ricompensa con Fritz, un elefante indiano di ventisette anni.

Partito da Alessandria d’Egitto nel 1826, Fritz venne fatto sbarcare a Genova per un progressivo “adattamento” al clima italiano. Infine, nell’estate del 1827, partì per Torino.

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