La tormentata guglia della Mole Antonelliana

Distrutta da due nubifragi, la guglia della Mole Antonelliana è oggi sormontata da una stella a dodici punte.

Simbolo per eccellenza di Torino e uno tra i monumenti più famosi di tutta Italia, la Mole Antonelliana è stata per anni non soltanto l’edificio più alto della città, ma la costruzione in muratura più alta del mondo.

Dopo le alterne vicende burocratiche che ne hanno caratterizzato i lavori di completamento, altri tormentati eventi hanno segnato l’esistenza della Mole: la guglia, in particolar modo, è stata bersaglio delle potenti forze della natura, che per ben due volte ne hanno stravolto la fisionomia.

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Street Art torinese: Borgo Campidoglio e il MAU

Passeggiando per Borgo Campidoglio con il naso all’insù, tra panchine e dinosauri sui palazzi…

Torino è una città di quadrilateri. Piccoli, medi, di grandi dimensioni.

E anche questa storia prende le mosse in un dedalo di strade, nemmeno a dirlo, di un quadrilatero poco distante dal centro, ma che sembra appartenere a un altro secolo: Borgo Campidoglio. Qui il passante potrà perdersi tra strade di sanpietrini e ciuffi d’erba, tra balconi dal sapore retrò e murales colorati, alterando la percezione della grande città e trovandosi catapultato in un vero e proprio museo a cielo aperto.

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Quando Palazzo Madama guardava le stelle

Fino al 1913 Palazzo Madama fu sede dell’Osservatorio astronomico torinese.

Tutti i Torinesi sanno che Palazzo Madama, nella centralissima Piazza Castello, è di per sé un edificio decisamente particolare: mezzo castello (il nome della Piazza deriva proprio da quello) e mezzo palazzo, rappresenta un vero e proprio incontro tra epoche e stili differenti.

Quello che però i cittadini non sanno è che, fino a circa un secolo fa, Palazzo Madama è stato anche sede di un osservatorio astronomico: dalle sue cupole si potevano infatti vedere le stelle senza allontanarsi dal centro della città. D’altra parte, non è un caso che Gozzano abbia definito Palazzo Madama “la casa dei secoli”.

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Prefazione a “La pineta e il porto” di Antonio Pinna

Fredda e plumbea.

Questi gli aggettivi, riferiti alla città di Torino, con cui si apre il lavoro di Antonio Pinna.

Un giudizio tranchant, che sembra non voler ammettere repliche.

Tuttavia, sarebbe imperdonabile arrendersi senza almeno un tentativo. Torino non può essere soltanto inquinamento, provincialità, depressione. E infatti non lo è.

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Flor 61 e il Giardino Roccioso del Valentino

Il Giardino Roccioso, ancora oggi, testimonia la grandiosità dell’esposizione floreale torinese del 1961.

Dal 28 aprile al 15 giugno del 1961, Torino si trasformò nel giardino più profumato di tutta l’Europa. Nell’ambito dell’EXPO per il centenario dell’Unità d’Italia – la famosa Italia ’61 – il cavalier Giuseppe Ratti (il creatore degli occhiali Persol, per intenderci) propose l’installazione di una esposizione floreale negli spazi del Parco del Valentino.

Il progetto entusiasmò da subito: dopo quasi un anno di lavoro nacque così FLOR 61, Fiori del Mondo a Torino. L’esposizione occupò l’intero Palazzo delle Esposizioni e, in esterno, 140.000 metri quadrati del Parco del Valentino.

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