Delitti ottocenteschi: il processo a Giovanni Pipino

Un duplice omicidio, un colpevole forse innocente, un processo farsa.

Era il 15 settembre 1878, giorno in cui tutta Torino fra canti e suoni si riversava nella vicina borgata della Madonna del Pilone in festa. Verso sera a turbare quell’allegria si diffonde una lugubre notizia: un assassinio fu consumato in città. E se ne divulgano i più terribili particolari. Udite e raccapricciate”.

Questa l’apertura – relativa al delitto Mustone-Magis – di Cronaca dei Tribunali, giornale dedicato al mondo della cronaca nera e dei processi, in un’epoca in cui le vicende che davano scalpore potevano essere morbosamente seguite sulla carta stampata o direttamente nelle aule di giustizia, quasi come delle moderne fiction.

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Fantasmi & co. nel cimitero di San Pietro in Vincoli

Il primo cimitero di Torino, un luogo intriso di mistero e sorvegliato da una enigmatica statua..

La storia del cimitero di San Pietro in Vincoli

Se potessimo sorvolare il quartiere Aurora di Torino, guardando il dedalo di vie e viette che si snodano sotto di noi (con una visuale dall’alto alla Google Maps, per intenderci) vedremmo incastonata, tra il Sermig e il Cottolengo, una strana costruzione a pianta rettangolare.

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Viaggio sotterraneo alla scoperta degli infernotti

Nati per la conservazione di cibo e vino, divennero teatro di uno dei delitti più efferati della storia di Torino.

L’infernòt

C’è stato un tempo in cui la conservazione di cibi e bevande rappresentava per le famiglie un problema di non facile soluzione, vuoi per la quantità di vivande necessarie ai numerosi nuclei dell’epoca, vuoi per la temperatura necessaria a preservare le scorte alimentari.

In Piemonte, in città come nelle campagne, per far fronte a questi problemi di conservazione, nella seconda metà del XIX secolo si escogitò un sistema ingegnoso e molto efficace: l’infernòt.

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Il mito di Fetonte e la fontana dei Dodici Mesi

La fontana dei Dodici Mesi, incastonata nel Parco del Valentino, sembrerebbe essere stata costruita in un punto molto particolare.

Correva l’anno 1898

Nel 1898 Torino e l’Italia intera erano in fermento. In quell’anno cadeva infatti il cinquantesimo anniversario dello Statuto Albertino.

Nel capoluogo piemontese venne dunque organizzata una grande esposizione generale, per tributare il giusto onore allo Statuto.

Di tutte le opere architettoniche, temporanee e non, costruite in quei giorni, l’unica ancora oggi visibile è la Fontana dei Dodici Mesi (detta anche delle Quattro Stagioni), situata nella posizione in cui fu costruita all’epoca, vale a dire immersa nel Parco del Valentino.

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Il monumento del Traforo del Fréjus, simbolo dell’esoterismo torinese

Semplice monumento commemorativo o chiaro riferimento all’occultismo magico?

Il giorno dell’inaugurazione

E’ il 26 ottobre 1879: c’è una grande folla in Piazza Statuto a Torino, dove sta per essere inaugurato uno strano monumento. E’ presente persino il re Umberto I.

L’idea è stata del Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti, il conte Marcello Panissera di Veglio, per celebrare con la dovuta importanza il neonato traforo del Fréjus, costruito per collegare Italia e Francia attraverso l’omonimo monte. Un grandioso tunnel realizzato in quattordici anni grazie al lavoro di 4.000 operai.

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