La mano di pietra in Corso Matteotti 45

Al civico 45 di Corso Matteotti, da più di un secolo, una mano di pietra spunta da un portone…

Torino e i misteri, una storia d’amore. Potrebbe tranquillamente intitolarsi così questa ennesima commistione tra la nostra città e quella scia di segreti che spesso la percorre in lungo e in largo.

Questa volta siamo in Corso Matteotti (Corso Oporto, per i nostri nonni), precisamente al civico numero 45, dove incontriamo un bel palazzo in stile eclettico. Ad una prima occhiata, tutto sembra assolutamente normale: passanti, parcheggi, una pensilina. Eppure. Eppure, se alziamo lo sguardo per posarlo appena sopra il portone, ecco che qualcosa di strano c’è eccome.

Si tratta di una mano in pietra, intenta ad indicare (o tenere) un foglio. Quasi invisibile anche all’osservatore più attento. Di chi è quella mano e, soprattutto, come è finita in Corso Matteotti?

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Francesco Delpero, il feroce bandito piemontese

Sulle orme di uno dei più brutali briganti piemontesi.

I briganti ottocenteschi, è risaputo, possono appartenere generalmente a due distinte categorie. La prima: personaggi cavallereschi, alla Robin Hood per intenderci, dal temperamento ardito e graditi alle folle, che rivedono in loro esempi di coraggiosa ribellione al sistema.

La seconda categoria, molto meno onorevole, è quella dei banditi tagliagole, dalla barba nera, avvolti in logori tabarri, spesso nascosti nel buio delle strade come predatori notturni e pronti a depredare (se non a uccidere) il malcapitato bersaglio.

Francesco Delpero, nato a Canale il 18 settembre del 1832, appartiene decisamente al secondo gruppo.

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La strage dei piemontesi nelle saline di Aigues-Mortes

Un numero imprecisato di vittime e una delle pagine più nere dell’emigrazione italiana.

Gli episodi di violenza xenofoba, purtroppo, non sono un’esclusiva dei giorni nostri.

Sono ancora vicini i tempi in cui i casi di aggressione erano rivolti verso gli Italiani emigrati all’estero: atti deplorevoli che non si discostano da quanto oggi leggiamo sui giornali a parti invertite.

Una delle immagini simbolo dell’odio verso chi cercava fortuna in terra straniera è la strage di Aigues-Mortes, quando le saline della città francese si tinsero del sangue dei nostri connazionali. Ad innescare la spirale di odio che generò il fatto fu, a quanto pare, una delle prime fake news.

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