Willy Jervis: alpinista, partigiano, eroe

Una storia partigiana di alta montagna e vero coraggio.

Guglielmo Jervis era un piemontese d’adozione. Discendente da una famiglia inglese, era nato a Napoli nel 1901, si era laureato in ingegneria a Milano e aveva ottenuto un posto a Ivrea nel 1935 come Direttore della scuola apprendisti meccanici della Olivetti.

Esperto alpinista, Guglielmo faceva parte del Club Alpino Accademico Italiano, una sezione meritocratica del CAI formata da alpinisti che si erano distinti per attività alpinistiche di elevata difficoltà.

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Il forte dello Chaberton, un gigante tra le nuvole

Storia della sentinella delle Alpi, costruita sulla cima del Monte Chaberton.

È la fine dell’800 quando il Monte Chaberton, 3.130 mslm, viene scelto come sede di quello che diventerà il forte più alto d’Europa.

Nel 1898, sulla scia della convinzione che fosse necessario potenziare le difese poste ai confini con la Francia, Luigi Pollari Maglietta – ufficiale del Genio del Regio Esercito – inizia a dirigere la costruzione del forte, che ancora oggi domina minaccioso le vallate circostanti.

Ciò che già si intuisce, in quell’anno lontano, è che il forte non avrà vita facile.

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Remigio Cuminetti: il primo obiettore di coscienza italiano

La sfortunata storia di Remigio Cuminetti, primo renitente dell’Esercito italiano.

Il primo renitente documentato

Nella bassa Val Chisone, nasceva nel 1890 Remigio Cuminetti.

La vita di questo ragazzo piemontese poteva essere una delle tante incrociatesi con la grande carneficina della Grande Guerra. Eppure, proprio lo scoppio del conflitto trasformò Remigio in una figura a suo modo unica nella storia dell’esercito italiano: Remigio fu infatti il primo obiettore di coscienza italiano.

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La triste storia del sacrario del Martinetto

Un poligono di tiro, un patibolo, un giardino: l’evoluzione del Martinetto.

All’angolo tra Corso Svizzera e Corso Appio Claudio, il passante può imbattersi in quello che facilmente scambierà, ad una prima occhiata, per un giardino. Un praticello verde riparato da alberi che paiono proteggerlo dal traffico che scorre poco distante, all’ombra di un muro di mattoni rossi a punta a cui manca il tetto, come una piccola piramide.

Per chi abita da quelle parti, il giardino è noto familiarmente come “Il Martinetto”. Dietro l’apparente serenità che pare permeare tutto il luogo, tuttavia, si nasconde un passato tristemente noto.

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La notte delle bombe: 13 luglio 1943, Torino

Uno dei bombardamenti più disastrosi mai subiti da una città nella Seconda Guerra Mondiale.

Almeno 250 velivoli incursori. Decine di migliaia di mezzi incendiari e più di 400 bombe sganciate, per un totale di 760 tonnellate; 914 feriti e 792 morti. Un’ora e dieci la durata dei bombardamenti, dall’1.35 alle 2.45 di notte.

Questo è il bilancio della notte del 13 luglio 1943, il bombardamento più feroce mai subito dalla città di Torino e da qualsiasi città italiana.

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