Torino e la “Rivolta del Pane” del 1917

Quando la protesta per l’esaurimento delle scorte di farina si trasformò in una protesta contro la Guerra.

La Rivoluzione Russa, la disfatta di Caporetto, l’entrata degli U.S.A. nella Grande Guerra: il 1917 fu sicuramente un anno memorabile per l’Europa intera e per il resto del mondo.

Durante quei tumultuosi 365 giorni, nel mese di agosto per la precisione, anche Torino visse alcuni tra gli avvenimenti più concitati della sua millenaria storia.

Il capoluogo piemontese, nel pieno della Grande Guerra, entrò con prepotenza nel nuovo secolo attraverso una protesta che verrà ricordata come la “Rivolta del Pane”.

Ecco cosa accadde in quei caldi giorni dell’agosto 1917. Continua a leggere “Torino e la “Rivolta del Pane” del 1917”

I “Bogianen”: come nacque l’espressione che da sempre descrive i Torinesi

Tutto cominciò nel 1747 durante la battaglia dell’Assietta, quando l’esercito sabaudo respinse i francesi senza arretrare di un passo.

Sono state certamente molte, nel corso della Storia, le frasi famose pronunciate sui campi di battaglia: più o meno romanzate, alcune espressioni sono a tal punto celebri da essere diventate quasi leggendarie.

Basti ricordare la nota “Qui si fa l’Italia o si muore!”, pronunciata da Giuseppe Garibaldi durante la battaglia di Calatafimi.

Ebbene, in questo mare di citazioni esistono storie meno conosciute, ma non per questo meno importanti. Ad esempio, quella che riguarda la nascita del termine “Bogianen”, da secoli comunemente utilizzato per indicare i Piemontesi.

Ecco la sua storia.

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L’enrosadira e la leggenda di Re Laurino

Il fenomeno dell’enrosadira, sulle Dolomiti, raccontato attraverso la leggenda ladina di Re Laurino.

Il viaggiatore che, trovandosi sulle Dolomiti, dovesse alzare lo sguardo verso le maestose cime, null’altro vedrebbe se non roccia e neve.

Ma se lo stesso viaggiatore, più fortunato, alzasse gli occhi verso le medesime montagne nel momento preciso dell’alba o del tramonto, vedrebbe molto di più: un bagliore dapprima di un rosa tenue, poi sempre più acceso, a colorare i rocciosi picchi per diversi minuti, fino a poi scomparire del tutto.

È ciò che i ladini chiamano enrosadira, un fenomeno dalle solide origini scientifiche e con ben più affascinanti radici mitologiche.

Per conoscerne la genesi, dobbiamo tornare indietro di qualche secolo, fino al Re Laurino e al suo rosengarten.

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Mayerling, 30 gennaio 1889: il suicidio di due amanti o la congiura più buia della Storia?

Rodolfo d’Asburgo e la sua amante, Maria Vetsera, vengono trovati morti a Mayerling. Cosa accadde davvero?

Quando il passante si trova nei pressi del Castello di Mayerling, a circa trenta chilometri da Vienna, sente in lontananza le monache carmelitane al suo interno cantare.

Pregano (e pregheranno in eterno, secondo il volere dell’imperatore Francesco Giuseppe) per l’anima dell’arciduca Rodolfo d’Asburgo, che qui incontrò la morte insieme all’amante, la baronessa Maria Vetsera, il 30 gennaio del 1889.

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“A ven Gilind”: l’avvento del Natale nella tradizione piemontese

Storia del contadino che dalle Langhe giunse alla capanna di Betlemme.

Nei giorni che precedevano il Natale, nei secoli passati, in Piemonte come nel resto d’Italia, erano molte le rappresentazioni sacre aventi ad oggetto il Presepe e la Natività.

Come nella migliore tradizione partenopea, anche il Piemonte aveva un personaggio che, per antonomasia, era associato all’avvento del Natale, tanto da essere l’ispirazione per diversi modi di dire: si tratta del pastore Gelindo.

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