Perchè questo Blog

<< s’era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d’essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiar in compagnia di molti vasi di ferro >>

A. Manzoni, I Promessi Sposi


A cura di Gabriele Richetti

Durante i miei teen years ho avuto una bellissima storia d’amore con la Letteratura. All’inizio pensavo si trattasse di una semplice infatuazione giovanile, come tante capitano in quegli anni. Ma mi sbagliavo. Era una storia davvero importante.

Purtroppo ero giovane, inesperto del mondo e di come (e quanto) una storia d’amore necessiti di essere protetta.

Mi dissero che non sarebbe durata, che presto o tardi avremmo avuto dei problemi, perchè di solo amore non si può vivere.

E fu così che commisi il grosso errore di lasciarla. Non ebbi il coraggio di lottare per Lei. Ne soffrii, ma ero fiducioso di poter trovare altri con cui condividere aspirazioni e sogni. Mi presentarono il Diritto. Pur con qualche dubbio, decisi di provarci.

La nostra fu una unione difficile sin dall’inizio, tribolata, con tanti (fin troppi) dolori e poche (ma significative, se non altro) gioie. Come quei matrimoni combinati che spesso ci si illude di poter far funzionare, ma che già da subito sappiamo essere un ripiego. E così, durante quegli anni infelici, lo tradii.

Lo tradii con una delle sorelle del mio primo amore, la Letteratura, che avevo ormai quasi dimenticato. Si chiamava Letteratura Russa. Era stupenda, desiderabile come mai nessun’altra lo era stata prima. Era impegno, dedizione, era samovar e stufe bollenti. Mi teneva compagnia nei lunghi pomeriggi che avrei dovuto passare con il Diritto. Era un caldo rifugio quando, dopo le forti litigate, urlavo contro il Diritto e minacciavo di lasciarlo.

Fu un’amante tenera e vigorosa ma, di nuovo, mi mancò il coraggio di lasciare tutto e seguirla. Rimasi con il Diritto, ancora una volta. Finita l’età dei sogni, iniziava la vita, la vita vera.

Passarono gli anni e il Diritto si confermò essere una moglie mai amata, una compagna che con il passare dei giorni diventa più odiosa. Lo tradii ancora, molte volte. Rividi la Letteratura Russa, ma conobbi numerose altre amanti.

La Storia, su tutte. Avevo già avuto il piacere di incontrarla, nel corso degli anni, ma mai la possibilità di conoscerla in profondità, di azzannarla come feci in quel momento. Mi portò in luoghi che non avevo mai visitato, travolgendomi.

Andammo spesso tra le colline piemontesi, dove mi fece conoscere gli usi e i costumi dei contadini; viaggiammo per le comunità montane, studiando le tradizioni delle valli e i segreti dei ghiacciai.

Il nostro viaggio più bello fu nelle regioni più orientali d’Italia. La Storia mi spiegò ogni segreto della guerra che tanto aveva impregnato di sangue quei luoghi, cambiato le abitudini di un’intera Nazione, forgiando un carattere nuovo. Trovai un coraggio antico con cui ripartire.

Lasciai il diritto in un giorno d’estate.

Dopo dieci anni il nostro matrimonio non poteva più andare avanti. Troppa aridità, troppo egoismo. Non fu facile. Abbandonare abitudini, luoghi, routine. Lasciai alle spalle, in fin dei conti, una “sicurezza”.

<< Chi cambia la vecchia per la nuova, peggio trova >>, sentenzia Padron ‘Ntoni ne I Malavoglia.

Può essere.

Ma dopo molti anni ero stanco di essere un vaso di terracotta tra vasi di ferro.

 

 

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