Uno yacht d’altri tempi: il bucintoro dei Savoia

Direttamente dai cantieri veneziani, arrivò a Torino nel 1731 per rimanerci.

Nel leggere un titolo del genere, l’occhio dell’esperto noterebbe immediatamente un’incongruenza. Già, perché avvicinare due termini geograficamente e storicamente distanti come Bucintoro e Savoia potrebbe sembrare azzardato. Tuttavia, non lo è affatto.

Il Bucintoro. La galea che apparteneva ai Dogi di Venezia, utilizzata nella solenne festività religiosa dell’Ascensione durante uno degli eventi più importante della Repubblica: lo Sposalizio del Mare. Durante il rito, il Doge, a bordo del Bucintoro, lasciava cadere in acqua un anello, a simboleggiare l’unione indissolubile tra la sua città e il mare; un rito propiziatorio e grandioso, che aveva nel Bucintoro uno dei protagonisti indiscussi.

Pare incredibile, ma nessuna di queste imbarcazioni veneziane è sopravvissuta fino ai giorni nostri. Tranne una: il piccolo Bucintoro dei Savoia, conservato oggi nelle sale della Reggia di Venaria, decisamente lontano dal suo ambiente naturale.

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