“Una serenità solenne e ignuda di inverno”

Sul numero de La Stampa del 4 gennaio 1911, uno degli anni in assoluto più nevosi a Torino, si leggeva il seguente commento:

“Non sappiamo se i poeti, quando esaltano in rima la candida fata invernale, obbediscano a un sincero impulso d’entusiasmo oppure a una corrente convenzionale; certo è che noi, umili pedoni, obbligati a lunghe esercitazioni podistiche, non possiamo assolutamente associarci a qualsiasi manifestazione di simpatia verso l’ospite bianca che da ieri ha preso possesso delle nostre vie, delle nostre piazze, dei nostri tetti”

Nonostante sia passato più di un secolo, mi piace immaginare che le intime riflessioni dei pedoni contemporanei siano, più o meno, le stesse.

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