Rivista Savej – Il lungo crepuscolo di un’anima, Guido Gozzano

Vita e morte del poeta malinconico tra via Cibrario e Villa “Il Meleto”.

Carissimi tutti
In calce troverete il link all’articolo che ho scritto per “Rivista Savej”, il periodico della Fondazione Enrico Eandi di Torino, con cui ho il piacere di collaborare.

Il mio lavoro, incentrato sulla figura di Guido Gozzano, indaga gli aspetti dell’uomo più che del poeta: si tratta di un personaggio con il quale ho sempre avuto una intima connessione caratteriale e finalmente ho potuto approfondirne la personalità.

Infine, è curioso come questo articolo prenda le mosse da Via Cibrario e dalla Chiesa di Sant’Alfonso, la stessa in cui sabato 11 settembre (cioè dopodomani) convolerò a nozze. Destino?

Un abbraccio

Gabriele

Il lungo crepuscolo di un’anima,
Guido Gozzano

“Una serenità solenne e ignuda di inverno”

Sul numero de La Stampa del 4 gennaio 1911, uno degli anni in assoluto più nevosi a Torino, si leggeva il seguente commento:

“Non sappiamo se i poeti, quando esaltano in rima la candida fata invernale, obbediscano a un sincero impulso d’entusiasmo oppure a una corrente convenzionale; certo è che noi, umili pedoni, obbligati a lunghe esercitazioni podistiche, non possiamo assolutamente associarci a qualsiasi manifestazione di simpatia verso l’ospite bianca che da ieri ha preso possesso delle nostre vie, delle nostre piazze, dei nostri tetti”

Nonostante sia passato più di un secolo, mi piace immaginare che le intime riflessioni dei pedoni contemporanei siano, più o meno, le stesse.

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